Non tutti gli ETF sono uguali

Sul mercato europeo sono disponibili oltre 2.000 ETF. Per uno stesso indice possono esistere decine di alternative. Come orientarsi? Ecco i sette criteri fondamentali per una scelta consapevole.

1. L'indice di riferimento

La prima decisione riguarda quale mercato o asset class vuoi in portafoglio. L'indice determina la composizione e il profilo di rischio/rendimento dell'ETF. Confronta attentamente indici simili: ad esempio, MSCI World e FTSE Developed World coprono mercati analoghi ma con metodologie e composizioni leggermente diverse.

2. Il TER (Total Expense Ratio)

Il TER rappresenta il costo annuo dell'ETF, espresso in percentuale sul patrimonio. Comprende le commissioni di gestione, i costi amministrativi e le spese operative. Per gli ETF su indici principali, un buon TER è:

  • Azionario globale: 0,10% - 0,25%
  • Azionario specifico/tematico: 0,20% - 0,50%
  • Obbligazionario: 0,07% - 0,20%

Attenzione: il TER non è l'unico costo. Considerate anche lo spread bid-ask e il tracking difference (la differenza effettiva di rendimento rispetto all'indice).

3. Dimensione del fondo (AUM)

Il patrimonio gestito (Assets Under Management) è un indicatore di solidità e liquidità. Un ETF più grande tende ad avere spread più contenuti e un rischio di chiusura inferiore. Come regola generale, preferite ETF con AUM superiore a 100 milioni di euro.

4. Liquidità e spread

Lo spread bid-ask è la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita. ETF molto scambiati su Borsa Italiana avranno spread più contenuti. Verificate anche la presenza di market maker dedicati, che garantiscono liquidità costante.

5. Metodo di replica

Come approfondito nel nostro articolo dedicato, la replica può essere fisica totale, a campionamento o sintetica. Per la maggior parte degli investitori, la replica fisica è preferibile per trasparenza e semplicità.

6. Politica di distribuzione

Scegliete tra accumulazione (reinvestimento automatico dei proventi) e distribuzione (pagamento periodico). In fase di accumulo patrimoniale, l'accumulazione è generalmente più efficiente dal punto di vista fiscale in Italia.

7. Domicilio ed emittente

La maggior parte degli ETF europei è domiciliata in Irlanda o Lussemburgo, per ragioni di efficienza fiscale sui dividendi esteri. Scegliete emittenti solidi e con esperienza consolidata: iShares (BlackRock), Vanguard, Xtrackers (DWS), Amundi, SPDR (State Street) e Invesco sono tra i più affidabili.

In pratica: una checklist

Prima di acquistare un ETF, verificate sempre: indice replicato, TER, AUM, spread su Borsa Italiana, metodo di replica, politica di distribuzione e domicilio. Utilizzate il nostro screener ETF per confrontare facilmente tutte queste caratteristiche e trovare lo strumento più adatto al vostro portafoglio.